In un dialogo con Daniele Nicosia durante la trasmissione Arte24 "Viaggio nell'Arte", l’artista Contemporanea ANTONELLA QUACCHIA ci parla della sua mostra personale MORPHOSIS, in corso negli spazi di BANCA FIDEURAM, Roma, Giugno 2024, curate da Giorgio Vulcano e Gianni Maiellaro. L’artista racconta come Morphosis sia il risultato di un percorso di ricerca che intreccia introspezione personale e osservazione del mondo naturale. Le forme organiche, le texture vibranti e le cromie profonde evocano processi biologici, geologici, emotivi: trasformazioni che appartengono tanto al corpo quanto alla psiche, tanto alla natura quanto all’immaginazione.
Il contributo critico dei curatori Giorgio Vulcano e Gianni Maiellaro arricchisce ulteriormente la lettura della mostra. Vulcano sottolinea la coerenza del linguaggio di Antonella, capace di mantenere una forte identità pur attraversando territori espressivi diversi. Le opere, osserva, instaurano un dialogo serrato con lo spazio, creando un percorso narrativo che accompagna il visitatore attraverso stati di metamorfosi successivi. Maiella, dal canto suo, evidenzia l’importanza dell’allestimento e della luce, elementi che amplificano la dimensione sensoriale delle opere e ne rivelano la complessità materica. La mostra, afferma, è costruita come un organismo vivo, in cui ogni lavoro contribuisce a un equilibrio complessivo fatto di tensioni, armonie e risonanze.
Dagli studi di Rete Oro, Roma, regia di Daniele Nicosia, fotografia Chiara Vetrani
Il contributo critico dei curatori Giorgio Vulcano e Gianni Maiellaro arricchisce ulteriormente la lettura della mostra. Vulcano sottolinea la coerenza del linguaggio di Antonella, capace di mantenere una forte identità pur attraversando territori espressivi diversi. Le opere, osserva, instaurano un dialogo serrato con lo spazio, creando un percorso narrativo che accompagna il visitatore attraverso stati di metamorfosi successivi. Maiella, dal canto suo, evidenzia l’importanza dell’allestimento e della luce, elementi che amplificano la dimensione sensoriale delle opere e ne rivelano la complessità materica. La mostra, afferma, è costruita come un organismo vivo, in cui ogni lavoro contribuisce a un equilibrio complessivo fatto di tensioni, armonie e risonanze.
Dagli studi di Rete Oro, Roma, regia di Daniele Nicosia, fotografia Chiara Vetrani